CET, Fraternità Presbiterale e Consiglio Pastorale Territoriale.

Comunità Ecclesiali Territoriali (CET)

Qualche anno fa il vescovo di Bergamo ha deciso di ridisegnare la diocesi in 13 Comunità Ecclesiali Territoriali (CET).

Alcune di queste hanno un territorio piccolo, con una concentrazione importante di abitanti (come la CET 1 della città di Bergamo che ne ha 123.000). Altre, come la nostra CET, la numero 2, ne ha quasi 42.000 su un territorio ben più vasto, che parte dal Ponte del Costone, comprende la Val del Riso, e, salendo arriva sino a Lizzola per poi scavalcare in tutta la Valle di Scalve, abbracciare la Val Borlezza e tutto l’altopiano di Clusone.

 

Fraternitá Presbiterali (FP)

Queste nostre 41 parrocchie vengono poi divise in due zone che si chiamano Fraternitá Presbiterali (FP):

  • la numero 1 dalle Fiorine sino alla Valle di Scalve,
  • la numero 2 dal ponte del Costone a Lizzola.

 

La Comunità Ecclesiale Territoriale ha un responsabile che si chiama vicario (don Antonio Locatelli) ed è aiutato da due moderatori delle Fraternità:

  • per la nostra zona è don Giovanni Crippa,
  • mentre per l’altra Fraternità è il parroco delle Fiorine, don Carlo Maria Viscardi.

 

I Sacerdoti

I sacerdoti che vivono nella CET sono 45, non tutti godono di buona salute e fanno servizio, cerchiamo di vivere la fraternità incontrandoci quasi tutti i mercoledì mattina per programmare, mangiare insieme e pregare, come si può veder nella foto fatta durante uno dei nostri ritiri all’ostello della parrocchia di Colere.

Questi incontri sono davvero importanti perché ci aiutano a condividere, ridere ma anche a sostenerci quando ci si sente un po’ soli o delusi. Ringraziamo il vescovo che ci ha spinto a vivere di più insieme e ad aprire il nostro sguardo non solo sulla nostra comunità, ma anche ai bisogni di chi abbiamo accanto e quindi a collaborare tra noi.

Sempre più si sta delineando poi che un sacerdote non sia responsabile solo di una comunità, ma si senta pastore di più greggi che formano un unico gregge, quello del Buon Pastore.

Questi cambiamenti non sono facili per la gente, ma nemmeno per noi sacerdoti ed è davvero bello quando è la stessa comunità che aiuta, si rende disponibile a preparare le cose, a risolvere i problemi e ad accettare questa nuovo modo di essere presenti in modo diverso.

Il vescovo, nell’occasione di questa riforma, pensando alla vita dell’uomo di oggi, ha poi chiesto di porre attenzione a dove i nostri piedi si radicano, su quelle terre della nostra esistenza dove noi abitiamo, lavoriamo, viviamo cresciamo, dove piangiamo e gioiamo, dove rischiamo di essere soli e dove nutriamo speranza.

 

Terre esistenziali

Da questa intuizione e da queste riflessioni sono così nate quattro Terre esistenziali:

  1. famiglia ed educazione;
  2. vita sociale e mondialità;
  3. prossimità e cura;
  4. cultura e comunicazione.

 

Consiglio Pastorale Territoriale (CPT)

Su questa barca, condotta dallo Spirito Santo, ci sono dunque circa 40 persone che cercano di guidare le 41 barchette delle comunità verso una rotta precisa: questa barca si chiama Consiglio Pastorale Territoriale (CPT), un gruppo che si ritrova cinque volte l’anno.

È composto da laici referenti delle quattro terre esistenziali, persone cioè che rappresentano parrocchie o associazioni cristiane, sacerdoti che hanno il compito di comunicare con il territorio, raccogliere proposte e dare alcune linee concrete per camminare insieme.

Questa barca sa bene che ci saranno onde alte che a volte faranno venire la voglia di tornare indietro, ma sostenuta dalla forza della provvidenza e dalle comunità alle spalle, guidate dalla nostra gente, cercherà di seguire la rotta che Dio sta tracciando per la nostra realtà.

 

don Antonio Locatelli