Servire la vita, servire la pace.

L’Eucarestia sorgente di pace

Presentazione sintetica della
Lettera pastorale 2026-2027
del nostro Vescovo Francesco

 

Contesto e intuizione di fondo

  • L’icona scelta è l’Agnus Dei di Andrea Mastrovito, posto sulla torre di Gesù della Sagrada Família a Barcellona.
    Rappresenta l’Agnello di Dio e la fede in Lui.
    Il testo biblico di riferimento è Gv 20,19-21: il Risorto dona ai discepoli il frutto della sua Pasqua, «Pace a voi!».
  • Il punto di partenza è l’invito di Papa Leone ai Vescovi italiani: fare di ogni comunità una «casa della pace», dove si disinnesca l’ostilità con il dialogo, si pratica la giustizia e si custodisce il perdono.
    Il criterio guida è «servire la vita dove la vita accade».
    Il vescovo non aggiunge nuove proposte: indica nell’Eucaristia la sorgente inesauribile di pace già consegnata ai credenti.
  • Il metodo è seguire le parole, i segni e i gesti della celebrazione eucaristica.

 

Percorso: i momenti della Messa

  1. Convocazione:
    rispondere alla chiamata della domenica supera le divisioni e rende visibile l’unità. È già un gesto di pace: si superano i confini delle case e delle storie personali. Si sottolinea l’importanza dell’accoglienza reciproca, la puntualità e la cura della chiesa come casa di tutti.
  2. Saluto:
    «La grazia e la pace» anticipano i doni della celebrazione. Il saluto è il «germoglio di pace», è il primo passo di ogni incontro; dove ci si saluta, si rinforza la fraternità e si coltiva la pace
  3. Atto penitenziale:
    il peccato accomuna ma non unisce, mentre il perdono unisce; la pace nasce dal perdono. Cita Giovanni Paolo II: «Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono».
  4. Parola di Dio:
    Cristo è la «parola disarmata e disarmante». L’ascolto comunitario, umile e non giudicante è scuola di pace. La Parola non va usata per giustificare le proprie «guerre». Si raccomandano lettori preparati e un’omelia curata
  5. Presentazione dei doni:
    pane e vino uniscono la bontà di Dio, la fecondità della natura e il lavoro
    umano, insieme alla generosità verso i poveri: in tal modo si alimenta la comunione e pace.
  6. Pasqua eucaristica:
    nel memoriale si rende presente l’evento della morte e risurrezione. La Chiesa, Corpo di Cristo, è pace per il mondo.
  7. Comunione:
    il Padre nostro è «scuola permanente di pace» e fonda la fraternità. Seguono lo scambio della pace e l’invocazione dell’Agnello di Dio. Si richiama la spiritualità eucaristica di unità (Papa Leone, Magnifica Humanitas).
  8. Congedo:
    «Andate in pace» è un mandato. La pace ricevuta va portata in famiglia, nel lavoro, nella città e a chi non ha pace.

 

Conclusione

Il vescovo invita i laici, con Lumen Gentium 36, a essere testimoni di giustizia e carità nel mondo, come Chiesa «in uscita».
Chiude con l’impegno a «servire la vita» e «servire la pace», con il saluto del Risorto.

 

 

Per approfondire:
https://diocesibg.it/wd-doc-ufficiali/lettera-pastorale-2026-2027/