Per vivere il GIUBILEO
Notizie e indicazioni per l’Anno Santo 2025 /25° parte
Il Giubileo dei Giovani:
intensa esperienza a Roma anche per la Val del Riso.
Il Giubileo straordinario del 1983 organizzò, tra gli eventi di quel Anno Santo, il Giubileo dei giovani, svoltosi il 14 aprile 1984.
I giovani, circa 300.000 provenienti da tutto il mondo, si ritrovarono in mattinata nella piazza antistante la Basilica di San Giovanni in Laterano per la messa, poi un lungo corteo si spostò verso Piazza San Pietro dove avvenne l’incontro con il Papa.
Da quell’incontro scaturì l’idea delle Giornate Mondiali della Gioventù, che da allora si sono tenute, a cadenza bi o triennale, in diversi paesi del mondo.
L’esperienza vissuta nel Giubileo dei Giovani 2025 si pone su quella scia.
Annunciato da papa Francesco nel 2023 a Lisbona, in occasione della Giornata mondiale della gioventù, il Giubileo dei giovani è stato il primo a essere presieduto da papa Leone XIV, che nella spianata di Tor Vergata ha riunito attorno a sé per la veglia e la messa del 2-3 agosto oltre un milione di ragazzi provenienti da 146 Paesi.
L’appuntamento è stato un successo non scontato; infatti si stimava una partecipazione di 500mila persone e a Roma ne sono arrivate oltre un milione, il doppio.
L’invito è stato quello di ritrovarsi insieme per dare un segno della speranza: “Non siete qui per un evento, siete qui per un incontro. E l’incontro cambia la vita” sono state le parole pronunciate da Papa Leone XIV.
“Il mondo vi dice: fate rumore.
Io vi dico: fate silenzio, perché nel silenzio parla Dio”.
Lo stile conciso di Papa Leone va di pari passo con una determinazione incrollabile: sorridente e rassicurante, a dispetto di un’indole timida e riservata, incarna il volto di un papa che, anche in virtù della sua relativamente giovane età (70 anni il 14 settembre), promette di essere una presenza vigorosa per la comunità.
Un punto di riferimento saldo, come dimostrato anche fisicamente da quella camminata decisa con il crocifisso in mano.
Amorevole, ma esigente nel predicare un Vangelo fatto di forza e sostanza, ricorda che “la bellezza della nostra esistenza non dipende da ciò che accumuliamo né da ciò che possediamo, è legata piuttosto a ciò che con gioia sappiamo accogliere e condividere.
Comprare, ammassare, consumare non basta.
Abbiamo bisogno di alzare gli occhi, di guardare in alto alle cose di lassù per renderci conto che tutto ha senso tra le realtà del mondo solo nella misura in cui serve a unirci a Dio e ai fratelli nella carità, facendo crescere in noi sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, di perdono, di pace come quelli di Cristo”.
Ad ascoltare c’è una platea silenziosa, per nulla scoraggiata dal caldo, punteggiata da bandiere colorate.
Il loro slancio è contagioso e in fondo è proprio quello che chiede Leone XIV ai giovani:
“Contagiate chiunque incontrate con il vostro entusiasmo e con la testimonianza della vostra fede”
E ancora:
“La speranza non delude.
Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate.
Non accontentatevi di meno”.



