Nei giorni scorsi (24-25 gennaio 2026) un gruppo di catechisti della nostra parrocchia e alcune persone delle nostre comunità hanno vissuto un’esperienza intensa e preziosa: un pellegrinaggio ad Assisi, città di San Francesco e Santa Chiara, luogo che invita al silenzio, all’ascolto e alla riscoperta dell’essenziale.
Il nostro cammino non è stato solo uno spostamento geografico, ma soprattutto un viaggio interiore.
Arrivare ad Assisi significa lasciarsi interrogare da una spiritualità che parla di semplicità, fraternità e fiducia nel Signore.
Camminando per le sue strade, visitando i luoghi francescani e sostando in preghiera, ciascuno di noi ha avuto l’occasione di fermarsi, rallentare e rileggere il proprio servizio di catechista alla luce del Vangelo.
Momenti particolarmente significativi sono stati la visita alla Basilica di San Francesco, con la preghiera davanti alla sua tomba, e l’incontro con la figura di Santa Chiara, esempio di una fede forte, silenziosa e radicale.
Luoghi che non si limitano a raccontare una storia passata, ma che continuano a parlare al presente, anche al nostro impegno quotidiano con bambini, ragazzi e famiglie.
Il pellegrinaggio è stato anche un tempo di fraternità: condividere il cammino, i pasti, le riflessioni e persino la stanchezza ha rafforzato i legami tra noi.
Come catechisti, spesso siamo presi dalle attività, dagli impegni e dalle responsabilità; Assisi ci ha ricordato quanto sia importante sentirsi comunità anche tra educatori, sostenendoci a vicenda nel servizio.
Siamo tornati a casa con il cuore colmo di gratitudine e con il desiderio di portare nella nostra parrocchia ciò che abbiamo respirato ad Assisi: uno stile più semplice, uno sguardo più attento agli altri e una fede vissuta con gioia e autenticità.
Questo pellegrinaggio non è stato un punto di arrivo, ma una tappa del nostro cammino, un invito a continuare a essere catechisti “in uscita”, sulle orme di San Francesco, testimoni di un Vangelo che si fa vita concreta ogni giorno.
Ma un pellegrinaggio non è fatto solo di tappe e chilometri: è fatto soprattutto di ciò che resta nel cuore di ciascuno.
Assisi ci ha accolti come gruppo, ma ha parlato a ognuno in modo diverso.
Anno Giubilare di San Francesco
Il Papa ha indetto uno speciale Anno Giubilare di San Francesco dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027 per l’800° anniversario della morte (1226-2026).
Questo tempo di grazia offre l’indulgenza plenaria a chi visita i luoghi francescani e compie pellegrinaggi, promuovendo il rinnovamento spirituale sull’esempio del Santo di Assisi.
Aspetti principali del Giubileo di San Francesco (2026-2027):
Periodo: Dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027.
Significato: Commemorazione del “Transito” (morte) di San Francesco, avvenuto il 3 ottobre 1226, culmine dei centenari francescani.
Indulgenza Plenaria: Concessa dalla Penitenzieria Apostolica ai fedeli che, confessati e comunicati, visitano chiese o santuari francescani, partecipano alle celebrazioni o si dedicano a opere di carità.
Eventi Chiave: Esposizione dei resti mortali di San Francesco (22 febbraio – 22 marzo 2026, Basilica di Assisi) e Capitolo delle Stuoie dei giovani europei (agosto 2026).
Festa Nazionale: Dal 2026, il 4 ottobre torna ad essere festa nazionale in Italia in occasione dell’anniversario.
L’anno giubilare invita alla conversione e a seguire l’esempio di pace e fraternità di Francesco, in continuità con il Giubileo ordinario del 2025.



