Giubileo e Santità: un binomio strettissimo.

Solennità di Tutti i Santi

La solennità di Tutti i Santi ci riporta al significato più profondo di questo Anno Santo: un tempo speciale per crescere nella santità, per l’incontro con Cristo, il Dio portatore di grazia e di salvezza.

È questo il momento favorevole per cambiare vita!

È questo il tempo di lasciarsi toccare il cuore!

La Chiesa ci indica la strada da seguire, presentando alla nostra venerazione tutti i Santi, uomini, donne, bambini, giovani di tutte le epoche avvolti dalla grazia e dalla bellezza dell’Onnipotente.

Si capisce, allora, che la santità non è una prerogativa soltanto di alcuni: la santità è un dono che viene offerto a tutti, nessuno escluso, per cui costituisce il carattere distintivo di ogni cristiano.

Anche noi possiamo diventare quei “santi della porta accanto” di cui ci ha più volte parlato papa Francesco.

Cioè uomini e donne riconciliati con noi stessi, con gli altri e con Dio, capaci di far risplendere la luce dell’amore di Dio dentro lo scorrere della vita quotidiana.

In famiglia, al lavoro, durante il tempo libero… sapendo vivere “Gesù”, sapendo fidarci del Vangelo.

Con il Battesimo siamo già tutti resi santi, ma non lo sappiamo!

Troppo spesso non ci rendiamo conto di questa possibilità che il Battesimo ha messo nelle nostre mani: eppure c’è.

 

Il Giubileo

Non c’è dubbio che il Giubileo è un momento privilegiato per rinsaldare la nostra volontà di percorrere questo sentiero, che ha segnato la storia della Chiesa e del mondo.

Il Giubileo comunemente viene detto “Anno santo” proprio perché è destinato a promuovere la santità di vita.

Pertanto, Giubileo e santità costituiscono un binomio strettissimo e inscindibile.

Nel corso di quest’Anno Santo, nelle varie celebrazioni, sono risuonati tantissimi richiami all’impegno per la santità che deve animare la nostra vita di cristiani.

 

La santità

La santità non è infatti cosa d’altri tempi, ma è un obiettivo attuale indicato da Cristo stesso.

Il Santo Padre, che guida con sapienza e lungimiranza la Chiesa in questo anno di grazia, indica proprio la santità come il coronamento del nostro impegno giubilare.

I santi ci spronano a puntare in alto, a guardare lontano, alla meta e al premio che ci attende; ci spronano a non rassegnarci di fronte alle fatiche del quotidiano perché la vita non solo ha una fine, ma soprattutto ha un fine, la comunione eterna con Dio nella Gerusalemme celeste, dove:

«l’assemblea festosa dei nostri fratelli glorifica in eterno il tuo nome. Verso la patria comune noi, pellegrini sulla terra, affrettiamo nella speranza il nostro cammino, lieti per la sorte gloriosa di questi membri eletti della Chiesa, che ci hai dato come amici e modelli di vita»
(Prefazio della solennità).

 

La speranza

La speranza, dunque, è la parola d’ordine di questo giorno.

In una bella riflessione sulla speranza il cardinale Carlo Maria Martini la paragona a «un vulcano dentro di noi, come una sorgente segreta che zampilla nel cuore, come una primavera che scoppia nell’intimo dell’anima; essa ci coinvolge come un vortice divino nel quale veniamo inseriti, per grazia di Dio, ed è appunto difficilmente descrivibile».

Il Cardinale sottolinea che:

«la speranza è un fenomeno universale, che si trova ovunque c’è umanità, un fenomeno costituito da tre elementi: la tensione piena di attesa verso il futuro; la fiducia che tale futuro si realizzerà; la pazienza e la perseveranza nell’attenderlo.

Ci aggrappiamo ancora una volta a Gesù nostra speranza, che ci giudicherà come Salvatore di quanti hanno sperato in lui; come Colui che ha dato la vita morendo per salvarci dai nostri peccati; come Colui che ha uno sguardo misericordioso per coloro che hanno creduto e sperato, che sono stati battezzati nella sua morte e risorti con lui nel Battesimo, che gli sono stati uniti nel banchetto dell’Eucaristia, che si sono nutriti della sua Parola e riconciliati con lui nel sacramento del Perdono, che si sono addormentati in lui sostenuti dal sacramento dell’unzione dei malati.

La speranza è, quindi, fin da ora la fiducia incrollabile che Dio non ci farà mancare in nessun momento gli aiuti necessari per andare incontro al giudizio finale con l’animo abbandonato in Colui che salva dal peccato e fa risorgere i morti».

 

La solennità dei Santi si colloca in questa prospettiva e ci proietta verso un futuro che è già ma non ancora.

 

Oggi è il giorno del paradiso!

La santità, dunque, resta il primo degli impegni della Chiesa, e al tempo stesso il Giubileo è l’occasione privilegiata in cui la santità, la grazia della Redenzione viene messa per così dire alla portata di tutti.

I santi, amici di Dio e modelli di vita beata, intercedono per noi, incoraggiandoci a vivere con maggiore intensità quest’ultimo tratto dell’Anno Santo segnato da una sola, insopprimibile vocazione, che è poi la stessa di tutta la Chiesa: la vocazione alla santità.