Per vivere il GIUBILEO
Notizie e indicazioni per l’Anno Santo 2025 /29° parte
Vaticano – 7 settembre 2025
Nel suo primo Concistoro ordinario pubblico, il Pontefice ha stabilito la data in cui i due giovani beati saranno elevati agli onori degli altari.
La loro canonizzazione durante il Giubileo era stata annunciata da Papa Francesco durante l’udienza del 20 novembre scorso, fissando quella di Acutis per il 27 aprile (sospesa poi a motivo della morte del Pontefice) e lasciando incerta quella di Frassati.
Ora la decisione di Leone XIV di iscriverli insieme all’Albo dei Santi.
Alla fine saranno canonizzati insieme Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati.
Il millennial e lo studente, l’informatico appassionato dell’Eucarestia e il terziario domenicano amante della montagna, due giovani, due laici, due beati, punto di riferimento per migliaia di fedeli di tutto il mondo, saranno elevati agli onori degli altari domenica 7 settembre 2025.
La data l’ha annunciata Papa Leone XIV durante il suo primo Concistoro ordinario pubblico per il voto su alcune Cause di Canonizzazione di beati, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico vaticano.
Una data attesa, considerando l’enorme devozione che i du e futuri santi raccolgono nei cinque continenti.
Grande gioia per Acutis viene espressa dal vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino.
È proprio nella città del Poverello che riposano le spoglie mortali del giovane santo millenial.
“Sarà la prima canonizzazione del nuovo Papa che, speriamo, possa venire presto a pregare sulla tomba di Carlo, custodita nel nostro Santuario della Spogliazione”, afferma Sorrentino, indicando come “un ulteriore segno della provvidenza” il fatto che “l’iscrizione di Carlo nell’albo dei Santi avvenga insieme a quella di Frassati”.
Un modo “per rimettere la santità della vita ordinaria al centro dell’attenzione della Chiesa e specialmente delle nuove generazioni”.
Di “immensa gioia” e “profonda gratitudine” parla pure la Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica italiana, alla quale Frassati era vicino e legato tramite la Fuci.
L’Associazione, si legge in una nota, riconosce in questo giovane “un testimone luminoso della fede”.
A un secolo dalla sua morte, avvenuta a Torino il 4 luglio 1925, la sua testimonianza “continua a scaldare i cuori e a ispirare i giovani a mettere al centro della propria vita l’amore di Dio e un servizio generoso e appassionato verso il prossimo, soprattutto i poveri”.
“La sua regola di vita – lasciarsi coinvolgere – resta un monito contro l’indifferenza e l’isolamento”, sottolinea AC, “in modo particolare per i più giovani, chiamati a confrontarsi ogni giorno con le tante insicurezze che minacciano la loro capacità di sognare il futuro – in un contesto spesso segnato dall’apatia e dalla disaffezione al bene comune – il beato Pier Giorgio Frassati rappresenta un esempio limpido di come, costruendo la propria vita sulla libertà, si possano raggiungere mete alte anche in poco tempo”.



