21ª Giornata per la Custodia del Creato
1° settembre 2026 – 4 ottobre 2026
La Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato ricorre il 1° settembre e segna l’inizio del Mese del Creato, che si conclude il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi. «Forgeranno le spade in vomeri e le loro lance in falci» (Is 2,4): è il tema della Giornata. Di seguito alcuni passaggi del messaggio di Papa Leone per questa giornata.
Cari fratelli e sorelle,
… mentre celebriamo questa Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, siamo invitati ancora una volta a contemplare il dono della vita e ad avere a cuore la terra che la sostiene, rendendo così concretamente lode al nostro Creatore.
Siamo testimoni, oggi, di varie crisi e di tanta sofferenza umana.
Al tempo stesso, sembra che si stia accelerando la distruzione dell’equilibrio armonioso della creazione.
Questi fenomeni non sono slegati; costituiscono un’unica invocazione di guarigione e di pace che sale da un mondo ferito.
Il Dio della vita, che si è rivelato in Gesù Cristo, offre una pace che il mondo non può dare: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace» …
Eppure questa promessa di pace è in netto contrasto con le realtà che vediamo in varie parti del mondo.
Il profeta Isaia ha parlato di un tempo in cui le nazioni «spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri» (Is 2,4), trasformando ciò che distrugge la vita in qualcosa che la sostiene.
Oggi, però, vediamo troppo spesso accadere l’esatto contrario, mentre gli sforzi continuano a essere orientati alla violenza e alla guerra.
La guerra produce ferite che vanno ben oltre il campo di battaglia.
Miete vittime, lacera famiglie e costringe milioni di persone a lasciare le proprie case, alimentando paura, ingiustizia e divisione; lascia dietro di sé una distruzione sociale ed ecologica che dura per generazioni.
L’interazione tra conflitti armati e degrado ambientale, inoltre, crea spesso un circolo vizioso che distrugge gli ecosistemi, contamina risorse essenziali come l’aria e l’acqua e mina la sicurezza alimentare.
Il che alimenta povertà, disuguaglianza e nuove tensioni sociali, che possono contribuire, a loro volta, all’insorgere di ulteriori conflitti.
Le crisi menzionate richiedono, oltre che responsabilità, anche una conversione del cuore, che fruttifichi in una più profonda fedeltà a Dio, in amore reciproco e in rispetto per il dono del creato …
… per costruire una società pacifica, non dobbiamo solo riformare le strutture, ma anche rinnovare i nostri cuori.
Le cause più radicali di conflitto e lo sfruttamento del creato sono conseguenze di una crisi etica e culturale che include la perdita del senso del limite, il desiderio di dominio, la ricerca di profitto immediato e l’incapacità di riconoscere la dignità che Dio ha donato a ogni persona umana.
La chiamata profetica a “forgiare le spade in vomeri” (Is 2,4) non è quindi solo un sogno per le nazioni, ma un appello rivolto a ogni persona.
Ci invita a trasformare ciò che è male in vita.
Tuttavia questa trasformazione non può essere realizzata soltanto attraverso un cambiamento esteriore.
Essa richiede, in cooperazione con la grazia di Dio, una conversione più profonda, sia personale che collettiva: un ritorno al Signore, che riporterà ordine nei nostri desideri, guarirà le nostre ferite e ci aiuterà a crescere nella virtù.
Senza questa trasformazione interiore, la pace rimane fragile e di breve durata.
Ma dove i cuori si rinnovano, si cominciano ad aprire nuove possibilità…
Il Signore ci dia il coraggio di percorrere questa via, perché in questo nostro tempo le “spade” siano realmente “forgiate in vomeri”, la promessa del Vangelo si radichi più profondamente nel nostro mondo e la pace di Cristo regni su tutto il creato …



